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Tensioni per sfratto in Borgo delle Colonne, Roberta Roberti: “Il Comune si prenda le sue responsabilità”

La candidata sindaca di Parma Città Pubblica commenta il grave episodio avvenuto questa mattina a Parma: “L’Amministrazione locale doveva impedire che succedesse. Serve riqualificazione di tutti gli immobili pubblici, dialogo con i privati e gestione davvero pubblica di ERP”

“In Borgo delle Colonne si è verificato un grave episodio che il Comune non avrebbe mai dovuto  permettere: le Forze dell’Ordine, con agenti in tenuta antisommossa, hanno tentato di eseguire lo sfratto di una signora e della nipote di 11 anni, entrambe gravemente malate, e ha avuto attimi di tensione con alcuni attivisti per i diritti all’abitare”.

La candidata sindaca di Parma Città Pubblica, Roberta Roberti, commenta quanto avvenuto questa mattina, 12 maggio, a Parma, e riflette sulle mancate responsabilità dell’Amministrazione locale nel gestire le emergenze abitative.

“La famiglia si sarebbe trovata per strada perché il Comune non è riuscito a trovare una soluzione abitativa alternativa. Grazie alle lotte di Rete Diritti in Casa, Artlab, Ecologia Politica Parma e La Collettiva questo specifico caso di sfratto è stato sospeso. L ’Alto commissariato Onu per i diritti umani ha infatti accolto la petizione sospendendo lo sfratto e il Tribunale di Parma ha preso atto della richiesta fissando l’udienza a giugno. Ma il Comune in tutto questo dov’era?”.

“A fare ancora più rabbia è il fatto che l’Amministrazione locale avrebbe potuto impedire che succedesse. Questo episodio è emblematico della situazione di emergenza abitativa che vive Parma e di come le istituzioni non stiano mettendo in campo quanto possibile per aiutare le famiglie fragili, andando invece a proteggere chi preferisce guardare agli interessi economici, calpestando i diritti delle persone”.

“Parma Città Pubblica crede invece nel ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo del Comune. Va ricostruito un rapporto di ascolto e co-gestione con il terzo settore, non subordinato al mercato ma al principio di solidarietà per i servizi a chi è in difficoltà e ad anziani, minori, disabili e migranti”.

“L’emergenza abitativa è una priorità assoluta da affrontare con la riqualificazione di tutti gli immobili pubblici, il dialogo con i privati e la gestione davvero pubblica di ERP. Vanno sostenuti e promossi i fondi di garanzia per gli affitti e gli aiuti per il pagamento delle utenze. Vanno aumentati i posti nei dormitori con la possibilità di portare con sé anche gli animali d’affezione. Questo vuol dire avere cura della città e delle persone, davvero”.

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